Torta di mele


Ciao a tutti.

Vi passo, su molteplice richiesta, la ricetta, invero elementare, della “mia” torta di mele.

In questo periodo di panettoni, dolci elaboratissimi, gioia e fatica di pasticceri e consumatori, una torta semplice, dal sapore antico, che ci ricorda le sane merende della nonna, dove il dolce è salute ed energia e non iperglicemia e colesterolo.

Ma bando alle polemiche: ecco la ricetta. Chi mi conosce da un po’ riconoscerà la versione vegana di una torta che ha fatto storia presso la scuola Rinascita di Milano.

Farina 0 o 00              120 grammi

Fecola di patate           50 grammi

Zucchero di canna    100 grammi

Burro di cacao             50 grammi

lievito chimico    1 bustina (circa 16-18 grammi)

latte di soia qb (circa 50-80 ml)

3 mele, quelle che vi piacciono  di più, non enormi

 

Pesare e mescolare farina, fecola, zucchero e lievito, aggiungere il burro di cacao sciolto a bagnomaria.

Pelare e tagliare a pezzettini una delle 3 mele ed aggiungerla all’impasto.

Aggiungere a poco a poco il latte di soia fino a fare un impasto cremoso (attenzione che se il latte è freddo il burro di cacao solidifica … Aggiungete il latte a temperatura ambiente).

Pelare e tagliare a spicchi le due mele rimanenti.

Spalmare l’impasto in una teglia unta o con carta forno e decorare con le fette di mela.

Infornare a 180° per 35-40 minuti. Non aprire il forno durante la cottura, Verificare la cottura con uno stecchino prima di togliere la torta dal forno (ma questo lo sapete già!)

Un dettaglio: il burro di cacao a temperatura ambiente è solido. Quando servite questa torta (o tutti i dolci con questo burro) intiepiditela. Bastano anche 5 minuti su un calorifero, ma non mangiatela fredda.

Si conserva in frigorifero per 4 – 5 giorni (ma di solito finisce prima!)

Si può, a fine cottura, spolverare con un cucchiaio di zucchero e rimettere in forno per 4-5 minuti, giusto per un tocco personale.

La ricetta originale, ormai stravolta e dimenticata, prevede l’uso della cannella. Io non la uso, ma può avere il suo bel perché.

 

Buona colazione e buona merenda.

Alla prossima Michele